La soppressione dell’IGED

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          Il 27 febbraio 2003 si è tenuto l'incontro, al tavolo nazionale, sulla soppressione dell'IGED e la conseguente mobilità del personale in servizio in questo ufficio.

        L'incontro, arrivato dopo un percorso da noi fortemente contestato, è stato preceduto da due riunioni convocate arbitrariamente, a livello locale, e presenziate dalla R.S.U. e da tutte le OO.SS. solo per costringere l'Amministrazione a ristabilire l'osservanza della normativa contrattuale che prevede il tavolo nazionale.

Aggiungiamo, che questa riunione "capita" proprio nel pieno dello scontro tra i poteri forti dell’amministrazione per l'assalto ai posti chiave del nostro dicastero il cui assetto futuro, dopo la famigerata L. 246 del 31 ottobre 2002 (salva-spese), è ormai delineato con la prossima emanazione del decreto legislativo di modifica al DL. 300.

La bozza del citato DL, oltre al regolamento attuativo, operano una vera e propria controriforma che riporta in auge privilegi, discriminazioni e rende incerto il futuro del servizio e quello dei lavoratori periferici (vedi anche la vergognosa direttiva interdipartimentale del 17 febbraio 2003 a firma del dott. Del Bufalo e prof. Grilli).

Questo è, sinteticamente, il quadro attuale della situazione. Veniamo ad un breve resoconto di questa grottesca riunione.

La delegazione di parte pubblica ci ha consegnato una impresentabile bozza d'accordo saltando, tranquillamente, la dovuta informazione.

Questa bozza prevede la costituzione di un unico ufficio dell' IGED e la "ricollocazione" del personale eccedente, negli altri uffici del Dipartimento della Ragioneria.

Criteri, numeri, date di questa operazione, sono materia riservata agli "illuminati" Dirigenti che dovrebbero anche garantire i diritti dei lavoratori senza alcuna intromissione delle OO.SS.

L’amministrazione, una volta sentite le nostre proteste sullo stato delle relazioni sindacali e sulla specifica questione IGED, non ha fatto altro che “la conta” per verificare, con i numeri, la fattibilità dell' accordo.

La Cisl, l’Unsa, la DirStat e la CIDAS hanno dato, pateticamente, il loro assenso all'accordo mentre la RdB, la UIL e la FAS, si sono dichiarati contrari. La CGIL era assente.

        Niente maggioranza e quindi accordo saltato. Questo è tutto. Non aggiungiamo altro poiché siamo convinti che i lavoratori hanno sufficienti elementi per giudicare da soli.

        Roma 3.3.2003