Lo scandalo siete anche voi !

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Ancora una volta, rimaniamo increduli sul trasformismo di alcune OO.SS.

A secondo del momento, mutano il loro atteggiamento credendo che i lavoratori siano dei fessi !

 

La CISL, per esempio, proclama il grande successo della firma all’Intesa sul rinnovo CCNL 2002/2005 sottoscritto lo scorso 28 febbraio, ipotizzando aumenti salariali, per i lavoratori, “dello stipendio tabellare e dell’I.I.S., ottenendo così degli ulteriori indubbi benefici anche nel calcolo della quota “A” della base pensionabile e dell’Indennità di Buonuscita I.N.P.D.A.P”, nel pieno rispetto dell’accordo del luglio 93, cosi come riaffermato dall’accordo del 4 febbraio 2002 e, successivamente, in ossequio al feeling che li lega al Governo, rettificano, il 14 maggio 2003, l’articolo 21 stabilendo che "la quota della I.I.S. conglobata nello stipendio non modifica la base di calcolo ai fini della base pensionabile e dell'applicazione dell'art.2, comma 10, della legge 8.8.1995, n.335”.

Parlano di successi salariali ma non citano che i 106 euro non sono certi. Prima della rettifica del 14 maggio 2003, i 9 euro sarebbero stati utilizzati per i costi del passaggio dell’IIS (contingenza) nello stipendio tabellare ai fini della copertura dei maggiori oneri contributivi. Ora, per coprire gli oneri relativi al 40% dell’incidenza sulla liquidazione, gli stessi 9 euro sono scippati ai lavoratori. Altri 11 euro medi lordi sono destinati all’incremento delle Indennità di Amministrazione (di cui 7 euro per i ministeri “ricchi” e 15,40 euro medi lordi per quelli “poveri”) e ulteriori 11 euro medi lordi procapite sono destinati al Fondo Unico di Amministrazione.

Proclamano le “loro forti pressioni” come elemento determinante per il pagamento del fondo unico di amministrazione 2002 (sbagliando persino i numeri !) ma, nulla dicono sulla determinazione del fondo stesso e degli accordi che sono il presupposto fondamentale della costituzione del FUA.

Si scandalizzano del valore nominale del Buono Pasto, ma dimenticano, nelle loro e-mail e comunicati, di informare i lavoratori che in sede di rinnovo del CCNL 2002/2005, il 28 febbraio non hanno speso una parola sull’aumento del Buono Pasto se non in una laconica “dichiarazione congiunta”.

Come si spiega il silenzio della CISL e delle altre OO.SS., quando la RdB, all’ARAN, ha portato con forza, la soluzione all’annoso problema dell’adeguamento del valore dei buoni pasto ? E quando la RdB, da sola, ha dato battaglia contro il Governo che incamera le risorse stanziate, ma non utilizzate, per i buoni pasto, ammontanti a 60 milioni di euro ?

 

Si lamentano della “qualità dei servizi” e dei “disagi” al personale, ma non dicono che hanno decantato e collaborato alla esternalizzazione di interi servizi, raccontando ai lavoratori, la “frottola” di un miglioramento degli stessi e dei maggiori risparmi economici, dei quali, i lavoratori, ne avrebbero beneficiato (quali ?).

Rimaniamo, in attesa, della prossima e-mail con la quale si rivendicherà anche il merito dei Buoni Pasto “dimenticando” che questo diritto è stato ottenuto esclusivamente dalle mobilitazione dei lavoratori.

 

Roma 23.5.2003