CONTRATTI INTEGRATIVI MINISTERO delle FINANZE - COMUNICATO N.2

11 ottobre: incontro di apertura delle trattative

INTEGRATIVI SOTTO "TUTELA"

Nel primo incontro sulla questione del contratto integrativo, come noi, quasi tutte le organizzazioni presenti hanno manifestato il timore che lo slittamento della definizione di una questione così importante sia il sintomo di una sorta di sudditanza dell'Amministrazione nei confronti di un Governo che, o direttamente (attraverso il dipartimento della Funzione Pubblica, il testo del Disegno di legge della Finanziaria, il testo del disegno di Decreto del Presidente della Repubblica del 10/9/99) o indirettamente (attraverso l'ARAN) sta cercando di condizionare fortemente i contratti integrativi nella parte più importante ovvero quella della revisione dei profili professionali e quindi dell'inquadramento del personale.

Sensazione aumentata nell'illustrazione da parte dell'Amministrazione del quadro delle situazione, le cui cornici, entro le quali ha detto di dover agire, sono state inserite dal Governo:

La Finanziaria dice che i passaggi di livello devono essere finanziati con i soldi del Fondo Unico di Amministrazione. La Funzione Pubblica sottolinea che possono essere utilizzati di questo fondo (come del resto è ovvio) solo le quote cosiddette certe. Sorvolando sull'origine di fondi, già diritto dei lavoratori, per cui di fatto i passaggi di livello verrebbero autofinanziati, secondo questo quadro i passaggi sarebbero pochissimi e si potrebbero effettuare destinando in maniera fissa una quota del Fondo al Ministero del Tesoro che la attribuirebbe ai lavoratori oggetto di passaggio di livello - non restituendola nel Fondo quando questi dovessero andare in pensione o lasciare il servizio (!!!). A poco giova la "novità" portata al tavolo dalla CGIL: che l'intenzione sarebbe quella di togliere questo capestro ai passaggi tra le aree. Nel nostro caso, tra 3 e 4 livello e tra 6 e 7. Quasi niente, considerando che la questione dei III livelli la stiamo affrontando con i concorsi a titoli e con la vertenza sui lettori ottici.

Sulla questione dei risparmi di gestione poi il Governo - sempre per bocca dell'Amministrazione Finanziaria - ha proposto che: "vista la riduzione prevista dei posti (1%) le quote di posti eliminati oltre questo limite possono essere considerati risparmi di gestione e quindi andare ad alimentare il Fondo". A questo crediamo che non sia necessario fare alcun commento.

Il frutto di questo potrebbe essere nel nostro caso, come accennato anche dalla CGIL, unica organizzazione al tavolo che si è dichiarata soddisfatta della situazione, un aggiustamento della situazione con lo slittamento della revisione dell'ordinamento - attraverso cui sanare tutte le attuali posizioni del personale - a dopo il "varo" delle Agenzie.

SOLUZIONE INACCETABILE PER RdB CHE - PER LA TUTELA DEI DIRITTI E PER LA DIFESA DEL POSTO DI LAVORO - RITIENE ESSENZIALE RICONOSCERE DA SUBITO I DIRITTI GIURIDICI ED ECONOMICI DEI LAVORATORI

Il Governo che continua a parlare di trasformazioni organizzative "storiche" delle amministrazioni non può pensare, su queste trasformazioni, di non effettuare investimenti e di non lasciare svolgere trattative contrattuali autonome finalizzate al superamento dei veri problemi organizzativi.

Su questo tavolo, come su quelli di altri ministeri, ci troviamo a discutere con Amministrazioni sotto tutela, condizionate fortemente nelle loro decisioni e determinazioni dal Governo.

PER UNA TRATTATIVA CONTRATTUALE VERA - CHE POSSA AFFRONTARE E RISOLVERE PROBLEMI DEI LAVORATORI E DELL'ORGANIZZAZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE

Chiediamo, ove esistano le condizioni, da subito il pagamento delle mansioni superiori svolte

PREPARIAMOCI AD UNA MOBILITAZIONE GENERALE DI TUTTO IL COMPARTO STATO

CONTRO LA FINANZIARIA E PER LO SBLOCCO DI VERI CONTRATTI INTEGRATIVI