CONTRATTI INTEGRATIVI MINISTERO delle FINANZE - COMUNICATO N.6

Fondo Unico di Amministrazione: prima brutta sorpresa per i lavoratori

"TRAFUGATI" 45 MILIARDI

Entra nel vivo la trattativa del contratto integrativo. Con questa trattativa bisogna, secondo RdB, costruire le condizioni per garantire, in affiancamento delle procedure concorsuali in atto, la ricollocazione, nell'arco di vigenza del contratto, di tutto il personale in qualifiche (livelli retributivi) superiori a quelli attualmente ricoperti.

I passaggi di livello, secondo quanto stabilito dalla Finanziaria in discussione alla Camera, dovrebbero essere finanziati dal Fondo Unico di Amministrazione. RdB, pur continuando a cercare di far modificare la normativa al fine di ottenere ulteriori fondi per questa necessità, ha proposto, per il 1999, che il 40% del Fondo, equivalente a circa 85 miliardi complessivi, fosse utilizzato a questo scopo. Attraverso l'utilizzo di questi fondi si potrebbero, per la parte spettante al fondo unico di amministrazione, finanziare i passaggi di livello indicati nella tabella a fianco (in aggiunta a quelli già previsti per i concorsi).

da - a

Ruolo Unico

Dogane

C3 C3S

422

300

C2-C3

799

394

C1-C2

3.173

708

B3-C1

11.034

1.268

B2-B3

10.133

1.906

B1-B2

2.287

659

A1-B1

2.979

1.303

Abbiamo chiesto di accantonare un'ulteriore 27% del Fondo - circa 59 miliardi - per garantire il pagamento della CAPACITA' PRODUTTIVA STORICIZZATA, una cifra di circa 900.000 lire procapite attribuibile a tutti i lavoratori come retribuzione dell'aumento della capacità produttiva (da anni lo standard minimo produttivo procapite sta aumentando).

Per le indennità particolari tipologie di lavoro abbiamo richiesto venisse utilizzata (a titolo di acconto) una quota del 20% del fondo stesso, pari a circa 44 miliardi. Parliamo di acconto perché riteniamo le indennità, una volta individuate, un diritto individuale del lavoratore che effettua la relativa prestazione e che debbano essere pagate, trasformandosi in un credito del lavoratore verso l'Amministrazione qualora i fondi non fossero necessari.

SVILUPPARE LE NOSTRE PROPOSTE E' POSSIBILE, SIA SUL PIANO TECNICO CHE ECONOMICO, ANDARE IN UNA DIREZIONE DIVERSA SAREBBE UNA SCELTA, DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA INACCETTABILE DA PARTE DI UN'AMMINISTRAZIONE CHE PREFERISCE CONTINUARE CON UNA LOGICA (DISTORTA) PREMIALE ANZICHE' VALORIZZARE IL PROPRIO PERSONALE.

Le prime risposte dell'Amministrazione non sono certo confortanti in merito. Emerge ad esempio che i progetti per il recupero dell'arretrato, sottoscritti ad Agosto, a stralcio del contratto, per cui l'Amministrazione aveva dichiarato di essere in possesso di fondi extra Fondo Unico di Amministrazione (45 miliardi), in realtà verrebbero finanziati dal Fondo stesso. INCREDIBILE. Questo non solo conferma che la nostra scelta di ritirare la firma da quell'accordo è stata una scelta corretta, ma ribadisce che l'Amministrazione chiede ai lavoratori il rispetto degli accordi sentendosi in diritto di ignorare i suoi impegni. Ribadisce inoltre che il passaggio alle Agenzie vuole essere fatto pagare tutto ai lavoratori.

Importante per contro è che l'Amministrazione inizi a parlare di una quota - ancora bassa (12%) - del Fondo da utilizzare per gli sviluppi di carriera. L'Amministrazione scrive, facendo riferimento alla richiesta di sviluppo di carriera: "La richiesta avanzata viene condivisa in via di principio e la stessa è già in corso di esame al fine di verificarne, nel quadro normativo vigente, le possibili modalità di attuazione, per quanto attiene in particolare ai passaggi tra le aree".

E' chiaro che l'unico punto su cui l'Amministrazione comincia a "cedere" è legato alla massiccia e compatta mobilitazione dei lavoratori di III livello dei Centri di Servizio. Questo dimostra che se il personale vuole ottenere il rispetto dei propri diritti non può stare a guardare.