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Riunione in DRER del 12 febbraio 2003

riorganizzazione e razionalizzazione uffici

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Oggi mercoledì 12 febbraio è iniziato il confronto con il Direttore Regionale delle Entrate dr Villiam Rossi sul piano elaborato dall’amministrazione per la riorganizzazione e razionalizzazione degli uffici della regione.

Questa tematica è ovviamente  strettamente collegata alla ridefinizione ,che a breve dovremmo avere , delle dotazioni organiche degli uffici della regione. Tale ridefinizione dovrebbe portare degli elementi di novità rispetto al piano attuale, in particolare la dotazione organica dovrebbe essere definita non più a livello di singolo ufficio su di un organico teorico, ma dovrebbe essere definita a livello regionale, lasciando la possibilità a livello regionale di correttivi/adeguamenti sulle singole sedi.

La amministrazione ha poi rilevato come nell’anno 2002, il personale a vario titolo uscito dagli organici della regione, (pensionati, trasferiti per mobilità, cessati dal servizio, trasferiti per raccomandazione) , sono stati complessivamente maggiori delle unità di personale  entrate in regione, mentre nel 2003 e nel 2004, a fronte anche delle assunzioni dei colleghi “tirocinanti” ( si fa per dire visto che ci risulta che vengano impiegati a tempo pieno, per attività lavorative al posto del personale di ruolo , vedi 36 ter, ecc ), il personale dovrebbe restare sostanzialmente in pari.

A fronte di ciò si è rilevato come le dotazioni organiche teoriche degli uffici difficilmente saranno colmate nei prossimi anni, considerando una carenza media del 35/40%, ed un blocco di fatto delle assunzioni perpetrato per par condicio da questo governo in continuità col precedente.

Diversi uffici quindi, a fronte di un numero esiguo di  personale presente , avrebbero   in affitto immobili di grosse dimensioni  e conseguenti costi ,  caso limite un ufficio dove il rapporto sarebbe di 100 mq per addetto.

Pertanto l’Agenzia delle Entrate avrebbe iniziato un opera di ricognizione sulle spese per gli immobili utilizzati (nell’ottica di risparmiare  sulle uscite, e condonare le entrate), tale ricognizione dovrebbe portare ad una razionalizzazione dei costi standard per un rapporto spazio/addetto, che dovrebbe attestarsi a 20mq per addetto (comprensivo degli spazi comuni, corridoi, archivi, ecc ).

Il direttore ci ha quindi presentato il suo progetto di razionalizzazione/riorganizzazione degli uffici della regione , che a grandi linee dovrebbe tendere a ridurre il numero degli uffici della regione, (con un conseguente risparmio in termini di costi) cercando di non intaccare i servizi al contribuente, anzi ipotizzando anche la possibile apertura di sportelli anche di un solo giorno presso i piccoli comuni della regione,  e dall’altra parte dovrebbe tendere ad accentrare l’attività di controllo, prospettando con tale accentramento una crescita della professionalità del personale addetto al controllo, ed una migliore organizzazione dell’attività.

Tale piano dovrebbe realizzarsi nel biennio 2003/2004 e prevederebbe secondo l’ipotesi elaborata dall’amministrazione un modello in cui l’ufficio sub-provinciale, sarebbe soppresso, diventando sezione staccata dell’ufficio del capoluogo di provincia, in tale sede non sarebbe più un dirigente ma solo un referente. Con riguardo alla sezione staccata (ex sede dirigenziale) sarebbe concordato un organico minimo che garantirebbe le attività di assistenza al contribuente, eventuale personale eccedente tale minimo concordato, potrebbe comunque rimanere nella sede soppressa   venendo utilizzato per attività da definire, (accertamento,verifiche, ecc.), per tali uffici inoltre verrebbe concordata una nuova struttura organizzativa che definisca compiti e responsabilità. A tale trasformazione sarebbero interessati Fiorenzuola vs Piacenza, Fidenza vs Parma, Guastalla vs Reggio Emilia, Mirandola vs Carpi, Portomaggiore vs Ferrara.

Inoltre il Direttore Regionale avrebbe previsto la chiusura di un ufficio a Bologna, (Bologna 1) , accorpando tale ufficio a quello di Bologna 3, all’interno della struttura ex Centro di servizio in via Marco Polo, e la chiusura di un ufficio su Rimini, (Rimini 1) dove comunque avrebbe ipotizzato la realizzazione di  uno sportello decentrato nel centro città. La scelta di Rimini 1 sarebbe per una peggiore localizzazione dell’ufficio, (assenza di parcheggio, ecc.), mentre quella di Bologna 1, sarebbe conseguente ad una riorganizzazione dei distretti di competenza degli uffici, che vedrebbe sottratti alla competenza di tale ufficio alcuni comuni come Pieve di Cento, Galliera, San Pietro in Casale, che insieme ad altri come Crevalcore, Finale dell’Emilia, si andrebbero ad aggiungere alle competenze di Cento. Mentre sempre nell’ambito di una riorganizzazione dei distretti il comune di Medicina diverrebbe competenza dell’ufficio di Imola.

Il numero delle posizioni dirigenziali in regione rimarrebbe comunque immutato, poiché a fronte delle figure dirigenziali cessate negli uffici soppressi, si prevederebbe di creare una posizione di dirigente responsabile dell’unita di direzione per ogni ufficio  dei capoluoghi  di provincia interessati da tali trasformazioni . Mentre tre posizioni dirigenziali sarebbero previste all’interno di settori specifici della Direzione Regionale, con incarico di “Esperto” (attività di verifica a soggetti di grandi dimensioni,contenzioso,accertamento/controllo ).

Ci siamo dichiarati disponibili al confronto ed abbiamo apprezzato la correttezza del direttore regionale, che ci ha proposto riteniamo in maniera franca , una ipotesi di riduzione di sprechi in termini di costi, affitti, spese di gestione, ecc, aprendo un confronto che ci pare non  preveda delle ipotesi “blindate”.

Nel corso dell’incontro è stata poi esaminata la ipotesi di rappresentare la necessità, ognuno alla propria parte, di riassegnare i fondi che si risparmierebbero da affitti e quant’altro, al budget della regione Emilia Romagna, per compensare il personale degli uffici (si tratterebbe allo stato attuale solo di una richiesta, senza alcuna garanzia in tal senso).

Abbiamo ritenuto che per la complessità del piano di riorganizzazione e per le numerose ed evidenti ricadute sui lavoratori della regione Emilia Romagna, il confronto dovesse necessariamente essere aggiornato, in attesa di una condivisione dei dati dell’amministrazione utili al confronto, e per permettere un  confronto anche con i lavoratori che rappresentiamo, ed abbiamo fissato al 26 febbraio il prossimo incontro . Tale riorganizzazione evidentemente rideterminerebbe i bisogni dell’amministrazione  in  occasione della mobilità territoriale, e delle assegnazioni dei colleghi “tutorati” all’atto dell’assunzione, e quindi andrebbe determinata prima di tali operazioni.

È evidente che dopo avere detto ai colleghi che i vecchi uffici non esistevano più e si dovevano trasferire nei nuovi uffici unici, spesso facendo con le proprie braccia il trasloco, dopo aver detto che bisognava andare per forza in alcune sedi , o che da queste sedi non si poteva uscire, e dopo aver pagato col fondo unico (soldi di tutti) una mobilità incentivata verso quelle stesse sedi, oggi vedere un piano che stravolge quella che finora era la struttura organizzativa  ci crea qualche perplessità.

In più sappiamo che questo modello di ristrutturazione che prende un pò a modello l’ufficio di Pavullo, ossia un ufficio dirigenziale soppresso e trasformato in sezione staccata, nell’esperienza concreta di chi questa trasformazione la sta vivendo sulla propria pelle, presenta numerosi problemi in termini di organizzazione del lavoro e di aspettative frustrate, in termini di mobilità,professionali,ecc. L’esperienza ci insegna che quando avvengono delle trasformazioni i vantaggi che derivano dalle stesse, spesso, non ricadono sugli stessi individui che ne hanno degli svantaggi. 

Riconosciamo senza dubbio la esistenza di uno spreco di denaro nell’avere in affitto immobili sovradimensionati  rispetto all’organico teorico, ma quell’organico teorico è stato calcolato con dei criteri che tenevano conto di un carico di lavoro reale, (numero di partite iva, abitanti, imprese) che finora ci avevano sempre fatto gridare allo scandalo per  una carenza di organico cronica e di una mole di lavoro enorme, oggi  prendiamo in affitto degli uffici più piccoli accettando quindi di fatto tale organico come quello “giusto” per il carico di lavoro.

Di tale operazione non possiamo prevedere risvolti in sede di determinazione da parte dell’ Agenzia delle nuove piante organiche regionali. Inoltre con questa operazione ,politicamente, di fatto avalliamo la soppressione di posti di lavoro, operazione questa che si andrebbe a sommare a quella già  avvenuta all’atto della chiusura del  Centro di Servizio di Bologna, dove oltre 300 lavoratori sono andati a confluire nelle  carenze organiche degli altri uffici della regione, determinando un saldo negativo di quei posti nel totale degli organici dell’Emilia Romagna.

La realizzazione di nuovi incarichi dirigenziali per direttori di uffici che andrebbero a svolgere funzioni di responsabile dell’unità di direzione, compito questo che oggi viene svolto egregiamente da personale livellato, è sì comprensibile come operazione di tutela nei confronti di dirigenti che immaginiamo non si volesse “bocciare” all’interno di tale riorganizzazione, ma ci lascia desolati nei confronti dei tanti colleghi che pure avrebbero delle aspettative professionali e nei cui confronti l’Agenzia Fiscale non fa nulla, vedi i  tanti colleghi di area A che da più di 10 anni non hanno avuto possibilità di crescita professionale, od il personale di area B impiegato in mansioni superiori, od il personale di area C che vorrebbe vedersi offerte delle possibilità di crescita professionale.

Inoltre la realizzazione di sedi staccate deputate all’assistenza al contribuente di fatto accentua quella separazione dei due corpi controllo/servizi esistenti negli uffici, in questo caso enfatizzando l’importanza dell’attività di servizi al contribuente. Non si capisce perché il personale addetto all’area controllo in un ufficio sub-provinciale troverebbe occasioni di crescita in un gruppo di lavoro più ampio, mentre l’addetto all’area servizi sarebbe già altamente qualificato da poter svolgere la propria attività anche da solo presso strutture di altre amministrazioni che lo ospitino (vedi la comunità montana di Langhirano); purtroppo i travagli  delle nostre cugine agenzie del territorio e del demanio, dove questa realizzazione di corpi separati all’interno delle attività dell’agenzia sta portando solo alla soppressione di funzioni ed alla cessione di personale a terzi, ci da una prospettiva ci auguriamo spesso distorta.

Bologna 12-febbraio-03                                                  

p/Coordinamento Regionale RdB P.I.
                                                                       
            Marco Bilanzuoli

                                                                                     marco.bilanzuoli@agenziaentrate.it