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Breve traduzione critica della piattaforma confederale


Fermo restando il diritto sacrosanto di ciascuno di aderire, anche con il voto, ai principi e agli obiettivi di tipo giuridico ed economico di cui ogni organizzazione sindacale si fa promotrice, è lecito offrire una lettura più approfondita di questa merce (le proposte di rinnovo contrattuale che si vanno a discutere con l’aran) tanto desiderabile da richiedere una firma in bianco su un documento generico propinato in assemblea dei lavoratori, pieno di vacue dichiarazioni di principio.

Veniamo allo specifico:

1.  il contratto del comparto agenzie fiscali dovrà necessariamente rientrare nel quadro delle compatibilità previsto dalla finanziaria del 2003 e dai successivi accordi capestro sbandierati dai confederali da febbraio 2003 in poi, dunque non ci saranno ulteriori risorse oltre gli sbandierati 100 euro LORDI o poco più previsti per il contratto ministeri , dei quali circa un terzo sono aumenti contrattuali fittizi che andranno a finanziare il FUA, la perequazione delle indennità di amministrazione tra le varie agenzie (ergo noi della dogana subiremo una diminuzione di + di 10 euro a vantaggio delle agenzie più povere) ovvero i marchingegni contabili con i quali verrà conglobata l’indennità integrativa speciale nello stipendio tabellare, SENZA ALCUNA POSSIBILITÀ CHE LA MEDESIMA POSSA RIENTRARE NELLA BASE DI CALCOLO DELLA PENSIONE.

 IN SOSTANZA STIAMO PARLANDO DI 40-50 EURO NETTI A REGIME (31.12.2003), A FRONTE DI UNA PERDITA DI POTERE DI ACQUISTO DEI SALARI SUPERIORE AL 30% NEL PERIODO 1993/2000 (DATI ISTAT) E UNA ULTERIORE PERDITA DEL 3.5% PER IL PERIODO 2000/2003 IN TERMINI DI DIFFERENZIALE TRA INFLAZIONE REALE ED INFLAZIONE PROGRAMMATA, QUELLA CONSIDERATA A PARAMETRO PER I RINNOVI CONTRATTUALI, I CUI AUMENTI SERVONO POI A FINANZIARE ANCHE IL FUA, E DUNQUE A RETRIBUIRE LA PRODUTTIVITÀ. 

Siccome la spesa la facciamo tutti, le bollette di acqua, luce e gas e telefono le paghiamo tutti, per non parlare di assicurazioni, è piuttosto offensivo per ciascuno di noi dover digerire che questo contratto,anzi tutti i contratti venuti dopo l'abolizione della scala mobile, hanno visto erodersi pericolosamente il nostro potere di acquisto, e oggi come ieri dovremmo accettare - per disperazione, o per sfinimento, dopo 17 mesi di vacanza contrattuale, voluta dal governo di centrodestra con la complicità dei confederali - un aumento contrattuale all'incirca pari ad un terzo di quello spettante, semplicemente per agganciare il salario all'inflazione. Se poi a questo aggiungete che la produttività è pagata anche con questi ridicoli aumenti contrattuali parametrati all'inflazione programmata, allora la misura è colma. 

2.  Sulle sorti future e progressive del ricco (di chiacchiere) comparto agenzie fiscali, i confederali vi hanno celato i nefasti effetti delle Convenzioni appena stipulate con il ministero dell’Economia e delle Finanze che prevedono da un lato, la perdita secca di autonomia gestionale delle stesse agenzie, a vantaggio dello strapotere del ministero, dall’altro la riduzione notevole di importanti voci del budget delle agenzie, vale a dire taglio enorme della spesa per straordinario, missioni e quant’altro + liquidazione a babbomorto del FUA 2003 (10% a fine 2003, 20% nel secondo semestre 2004 e restante 70% chissà quando)  ma soprattutto modifica strutturale della missione delle agenzie fiscali, particolarmente delle entrate e delle dogane, le quali a partire da quest’anno non dovranno più conseguire un obiettivo istituzionale di lotta all’evasione/elusione fiscale, poiché sarà soppresso o fortemente ridimensionato l’obiettivo numerico delle verifiche fiscali e quello quantitativo di imposte/diritti accertati;

3.  il comparto agenzie fiscali nasce monco, essendo già scritto il futuro delle agenzie demanio e territorio: trasformazione in enti pubblici economici, il che prelude ad ulteriori nefasti passaggi (trasformazione in spa, privatizzazione, esternalizzazione dei servizi) che non necessariamente lasceranno indenni le altre agenzie, se è vera la nostra analisi da tempo formulata sul processo di ridimensionamento di interi settori della pubblica amministrazione e di abbandono al mercato di funzioni e servizi pubblici essenziali (sanità, istruzione, ricerca, beni culturali, imposizione tributaria ed attività di contrasto ai fenomeni evasivi/elusivi);

4.  i buoni propositi, sulle progressioni di carriera, riqualificazioni, ordinamento professionale, incentivazione dei cd. professionisti, sono solo fumo negli occhi. A dimostrazione di ciò ciascuno può verificare lo scempio fatto nel contratto del comparto ministeri, che farà da apripista e da modello da imitare negli altri comparti: molti dei nodi contrattuali sono risolti demandando tutto alla commissione paritetica di turno aran/oo.ss. ovvero ad una dichiarazione congiunta a verbale, tanto non si paga e si rimanda tutto in altro tempo e in altro luogo.

 Queste, e non solo, sono le ragioni che non ci permettono di sottoscrivere il CCNL comparto ministeri, e ci impongono di avanzare pesanti riserve sui contenuti delle convenzioni 2003 delle agenzie fiscali.

La risposta uniforme di aran e confederali alla nostra legittima pratica sindacale che certo, si connota per avere un indirizzo conflittuale e rivendicativo, è: non avete firmato il contratto nazionale? Allora non potete sedere a tutti i tavoli negoziali conseguenti (integrativo nazionale e periferico)….se questa è la loro concezione della democrazia nei luoghi di lavoro....

Dunque ci viene chiesto di esprimere un giudizio, meglio addirittura ci chiedono un voto su una piattaforma fumosa e generica (leggi cambiale in bianco). Eppure fino ad oggi mai è stato richiesto ai lavoratori pubblici di pronunciarsi sui contratti nazionali/integrativi sottoscritti con l'aran. E piuttosto grave questo capovolgimento della pratica sindacale, perchè consente ai sindacati confederali di ottenere un consenso preventivo, una delega in bianco a trattare con la funzione pubblica, senza aver preso impegni di alcun genere con i lavoratori, costretti a posteriori ad accettare ogni modifica in peius che possa sortire dalla nuova disciplina contrattule rispetto a quella precedente.

Infine, quale credibilità e quale seguito possa avere lo sciopero del 19.05.03 - ammesso che non venga revocato in extremis, come spesso è avvenuto nell'ultimo biennio - è materia di riflessione per ognuno.

 

Ancona, 15.05.03                                                      p. RdB P.I. Marche