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Accordo Regionale con le OO. SS. sul protocollo d’intesa sul documento “Linee strategiche della formazione 2003-2005” – NOTA A VERBALE

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E’ con profonda delusione che proviamo a commentare quelle che dovrebbero essere le “Linee strategiche della formazione 2003-2005” della DRD Lombardia.

A parere degli scriventi le linee strategiche si rinvengono comodamente nella “Direttiva sulla formazione e la valorizzazione del personale delle pubbliche amministrazioni” del 13.12.01, del Ministro della Funzione Pubblica, a cui è opportuno ispirarsi per avere qualche possibilità di successo in materia.

Nelle premesse di tale direttiva è indicato che “I processi di riorganizzazione…omissis…possono realizzarsi solo attraverso il pieno coinvolgimento del personale e la sua riqualificazione”. E’ in tale ruolo che i lavoratori ed i loro rappresentanti sindacali possono svolgere un’indispensabile funzione segnalando i problemi riscontrati, proponendo soluzioni per il miglioramento dei servizi, vigilando sulle corrette applicazioni delle norme. Se il coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali è ritenuto insostituibile, la loro partecipazione non può cristallizzarsi in poche osservazioni della realtà contenute in un accordo, ma esplicarsi continuamente, così come, del resto, è previsto per lo svolgimento della “Formazione permanente”per la cui attuazione si deve tener conto anche dell’esigenze e delle inclinazioni degli individui.

Si propone quindi, la costituzione di un “Coordinamento permanente“ sulla formazione, per l’approfondimento dei vari aspetti, partendo innanzitutto dalla definizione dei fabbisogni formativi per progettare al meglio gli interventi futuri. A tale riguardo, si pone in dubbio che l’apprendimento di una lingua straniera costituisca una priorità generalizzata (così come previsto dall’Accordo) piuttosto che l’alfabetizzazione informatica. Comunque la definizione dei bisogni formativi deve scaturire da un’analisi di ricerca che non prescinda dalle necessità espresse dagli individui in termini di conoscenze, competenze e motivazioni.

Si sottolinea, per concludere, che non si otterrà mai un completo coinvolgimento del lavoratore trascurando l’aspetto della “gratifica economica”. Non si può richiedere al personale una formazione orientata alla polifunzionalità, alla responsabilità sui risultati, all’attività di carattere sempre più intellettuale, alla formazione a distanza, senza alcun riconoscimento in cambio di questa disponibilità.

 

Il coordinamento regionale dogane

    RdB CUB Lombardia

 

Milano 19.01.2004